Articolo di Beatrice Capozza
Tutto è energia.
Tutto è vibrazione.
Non è una frase poetica, non è una metafora spirituale: è un principio confermato dalla fisica quantistica.
Il pianeta Terra vibra su una determinata frequenza e noi, esseri viventi che lo abitiamo, siamo completamente immersi nel suo campo magnetico vibrazionale.
Che ne siamo consapevoli o meno, ci muoviamo dentro un oceano di energia, e allo stesso tempo lo generiamo.
Anche il nostro corpo vibra.
Ognuno di noi possiede una frequenza personale, unica, che si estende ben oltre la superficie fisica:
un campo energetico che si espande per almeno 1,80 metri oltre la nostra pelle.
Quando proviamo un’emozione — paura, gioia, rabbia, gratitudine, tristezza — l’informazione energetica che la compone non resta “astratta”: viene registrata nel corpo, dentro gli atomi, dentro le particelle più microscopiche che ci formano.
È come se ogni emozione lasciasse una traccia luminosa in noi, una memoria energetica che il corpo riconoscerà quando incontrerà un’esperienza simile.
Il corpo reagisce prima della mente
Spesso crediamo di reagire “d’istinto”.
In realtà ciò che chiamiamo istinto è una memoria energetica che si attiva molto prima della nostra parte cosciente.
Quando una situazione ricorda, anche solo per una sfumatura, qualcosa che ci ha ferito o scosso in passato, il corpo risponde al vecchio segnale:
accelerazione del battito
tensione muscolare
nodo allo stomaco
sensazione di allarme
chiusura emotiva
Il corpo conosce già la risposta.
L’ha imparata da un evento precedente, da una ferita non ancora integrata, da un ricordo custodito più in profondità di quanto crediamo.
È un meccanismo naturale, ma può diventare una gabbia se continua a ripetersi senza che ce ne rendiamo conto.
Modificare il campo energetico: l’importanza della presenza
Se vogliamo cambiare la frequenza con cui reagiamo alla vita, non possiamo farlo sforzandoci di "pensare positivo".
Non basta reprimere un’emozione, non basta ignorarla o convincersi che “non dovrebbe farmi questo effetto”.
La vera trasformazione nasce dalla presenza.
Essere presenti significa:
osservare ciò che accade dentro di noi
notare l’emozione senza giudicarla
riconoscere da dove arriva
ascoltare il corpo senza scappare
comprendere se quella reazione appartiene al presente o a una ferita antica
Quando siamo presenti, non siamo più governati dalle emozioni:
siamo noi a governarle.
E governarle non significa bloccarle.
Significa vedere con chiarezza che un’emozione può nascere da un dolore, da un’esperienza di ieri o da un condizionamento esterno che abbiamo assorbito senza accorgercene.
La presenza ci permette di scegliere risposte nuove.
Di cambiare frequenza.
Di uscire dai cicli energetici che ci tenevano intrappolati.
Vivere in modo più consapevole
Tutto è energia.
E ogni energia può essere compresa, accolta, trasformata.
Quando impariamo a essere presenti a noi stessi, accade qualcosa di straordinario:
smettiamo di reagire sempre allo stesso modo
comprendiamo le nostre ferite senza farci guidare da esse
riconosciamo ciò che appartiene al passato
diventiamo più leggeri
comunichiamo con il mondo in una frequenza più alta
viviamo con più chiarezza e meno automatismi
La consapevolezza non elimina il dolore, ma lo illumina.
E quando qualcosa è illuminato, smette di farci paura.
Perché la verità è semplice e profonda:
Noi siamo energia.
E quando impariamo a conoscerla, impariamo finalmente a conoscerci davvero.
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