Articolo di Beatrice Capozza
La biokinesiologia è un trattamento olistico che parte da un presupposto tanto semplice quanto potente: il corpo possiede una propria intelligenza.
Un’intelligenza silenziosa, profonda, capace di registrare ogni esperienza vissuta e di conservarne la traccia nel tempo.
Emozioni non elaborate, eventi traumatici, stress prolungati, conflitti interiori irrisolti non rimangono confinati nella mente. Al contrario, vengono immagazzinati anche a livello corporeo, lasciando impronte che possono manifestarsi sotto forma di sintomi fisici, blocchi energetici o schemi emotivi che si ripetono nel corso della vita.
In questa prospettiva, il corpo non è un semplice contenitore, ma un archivio vivo della nostra storia.
Il corpo come canale di comunicazione
Lo strumento principale della biokinesiologia è il test muscolare, utilizzato come canale di comunicazione diretto con il corpo.
Attraverso la risposta neuromuscolare, è possibile accedere a informazioni che spesso sfuggono alla memoria cosciente, ma che continuano ad agire in modo automatico e silenzioso nel quotidiano.
Il corpo risponde con precisione agli stimoli, indicando dove si trova un disequilibrio e quale sia la sua origine profonda.
Ciò che la mente ha dimenticato, il corpo continua a ricordarlo.
Questo dialogo corporeo permette di superare i limiti dell’analisi razionale, aprendo uno spazio di ascolto più ampio, in cui le informazioni emergono senza essere forzate.
Andare oltre il sintomo
Durante una seduta di biokinesiologia non si lavora sul sintomo in sé, ma sulla causa primaria che lo ha generato.
Il sintomo viene considerato un messaggio, non un errore.
Attraverso il lavoro corporeo, possono emergere contenuti emotivi, esperienze passate o vissuti che non sono stati pienamente integrati. Quando questi contenuti vengono riconosciuti e portati alla consapevolezza, il corpo è messo nelle condizioni di avviare spontaneamente un processo di riorganizzazione.
Non si tratta di “correggere” qualcosa, ma di ripristinare un equilibrio.
Liberare l’energia bloccata
L’energia rimasta “congelata” nel trauma o nell’esperienza non elaborata può finalmente essere liberata e ri-orientata.
Questo processo favorisce un riequilibrio del sistema energetico e contribuisce a ristabilire una maggiore armonia tra corpo, mente ed emozioni.
La biokinesiologia non forza il cambiamento.
Lo accompagna.
Rispetta i tempi della persona, le sue risorse interiori e la sua capacità naturale di autoguarigione. In questo senso, il lavoro non è mai invasivo, ma profondamente rispettoso dell’unicità di ogni percorso.
Un percorso di integrazione e consapevolezza
La biokinesiologia può sostenere il recupero della vitalità, aumentare la consapevolezza di sé e facilitare una presenza più autentica nel momento presente.
Non è solo un trattamento, ma un vero e proprio percorso di ascolto del corpo.
Attraverso questo ascolto, diventa possibile riconnettersi con la propria esperienza interiore, comprendere i segnali che il corpo invia e trasformarli in alleati del benessere.
In questa visione, la salute non è semplicemente assenza di sintomi, ma equilibrio dinamico, integrazione e coerenza tra ciò che sentiamo, pensiamo e viviamo.
La biokinesiologia si propone proprio questo: accompagnare la persona verso un benessere globale e duraturo, che nasce dall’interno e si riflette in ogni ambito della vita.
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